Missione ambientamento scolastico: in corso

Articolo di Francesca Scileppi, Insegnante dell'infanzia, laureata in scienze della formazione primaria

Premessa

“Settembre è alle porte!” vi dirà qualcuno. Ma come?! È appena iniziata l’estate.

“Lo svezzamento, lo spannolinamento, il pregrafismo, il distacco dal genitore.

Ci sono troppe cose da far….” CALMA. E sangue freddo.

Ci sono sicuramente molti aspetti di cui dobbiamo tenere conto prima di cominciare un nuovo percorso insieme ai nostri bambini. Tuttavia, per le cose più tecniche come il pannolino, il cibo e la pre-scrittura c’è bisogno di tempo e costanza. E ciò non si trova in questo articolo o dentro ad un libro, ma risiede nei vostri ritmi e nelle vostre sensazioni.

Quello che leggerete oggi è un consiglio, da insegnante a insegnanti, da insegnante a genitori, riguardo a come impostare con cura i primi giorni di scuola: nido, infanzia, primaria, ecc.

Sono consigli per quei giorni che sembrano un po’ più difficili di altri, i quali – se vissuti bene – saranno sicuramente una buona base di partenza per nuove avventure.

 Le 4 R del Rientro a scuola.

Sono Francesca ed insegno nella scuola dell’infanzia da circa due anni, ma conosco questa fascia d’età da dieci anni, momento in cui per la prima volta mi ci sono avvicinata.

Laurearmi e cominciare il lavoro che amo molto durante la pandemia non è stato facile eppure mi ha dato modo di riflettere ed imparare molto stando vicino ai miei piccoli.

Riavvolgendo il nastro di questi anni posso raccontarvi con certezza che ci sono delle piccole strategie e modalità per cui anche l’avventura più difficile assieme ai bambini può trasformarsi in un bel momento da condividere. Per questo motivo ho raggruppato di seguito i consigli che voglio fornirvi tramite una lettera chiave, la “R”, per aiutarvi a ricordarli meglio.

Relazioni

Mostratevi accoglienti sin dal primo momento. I bambini stanno andando incontro ad una nuova esperienza e devono essere motivati, ascoltati, seguiti. Non è facile, ma anche solo far sentire verbalmente che siamo loro vicino può fare la differenza.

  • Per il genitore ecco alcune frasi da poter utilizzare: “Capisco che tu sia spaventato/triste. È una nuova esperienza. Io ti accompagno e poi tornerò a prenderti. Conoscerai nuove cose e farai nuovi giochi.” “Se sei preoccupato/a chiedi aiuto all’insegnante. È normale sentirsi così”. Ricordate di dare sempre un nome alle emozioni che stanno vivendo, così impareranno a farlo anche loro e a utilizzare la voce per esprimerle anziché comportamenti fisici scorretti.
  • Per l’insegnante che gestisce un gruppo di tanti bambini le relazioni sono un punto focale su cui stabilire le attività dei primi giorni. Avvicinate i piccoli ai grandi che possano essere un riferimento, aiutateli a distinguere i nomi dei compagni, la loro età oppure il sesso con giochi semplici di conoscenza. Attorno ad un cerchio, passando un peluche da una mano all’altra provate a cantare una canzone di saluto o a verbalizzare il nome di ciascuno.

Regole

Fornite loro regole sicure a cui affidarsi, senza paura. Dare regole non significa urlare o punire ma decidere con fermezza per il bene dei bambini. Se siete preoccupati delle due modalità descritte prima ponetevi una domanda: “Sto fornendo questa regola per la mia sanità mentale o per il bene reale del/la mio/a bambino/a?”. Datevi una risposta.

Ad esempio: nel salone si può camminare piano, mentre in giardino si può correre. Questa è una regola che serve a prevenire una caduta, uno scontro, uno scivolone; è una regola posta per il bene dei bambini e non semplicemente imposta dall’adulto. Un bambino che avrà regole solide sarà capace di regolare i propri comportamenti in autonomia.

Soprattutto all’inizio, dovranno essere parole chiare e semplici da poter comprendere, possibilmente espresse con parole che volgano in positivo: “Parliamo piano”, piuttosto che “Non urlate!”. Nel caos dei primi giorni non è sempre facile mettere in pratica questi consigli, ma so che farete del vostro meglio. Non temete, io vi capisco.

 Routine

La continuità sta all’ambientamento come le fondamenta stanno alla casa: sono due facce della stessa medaglia che devono coesistere. Come genitori o caregiver (altre figure che si prendono cura del/la bambino/a) è importante, durante il momento di distacco, mostrare sicurezza e continuare il più possibile il percorso intrapreso, nonostante le difficoltà.

Come insegnanti invece è positivo fornire ritmi solidi e ben definiti per dare sicurezza. Prima l’accoglienza, poi la merenda, il momento del bagno, l’attività, il gioco libero, il pranzo e così via.

 Risorse

Munitevi di piccole risorse collegate alle sensazioni di questi momenti: una canzone divertente per scacciare una lacrima, un albo illustrato da leggere sul distacco dal genitore, un gioco efficace per comunicare, un oggetto d’aiuto o di transizione nel passaggio casa-scuola. Vi aiuteranno a prevenire e/o a curare qualsiasi difficoltà. Ve ne suggerisco due:

  • Un albo illustrato che per me è speciale si chiama “Zeb e la scorta di baci”;
  • Un oggetto che è utile avere è la bottiglia della calma: si prende una bottiglia e la si riempie d’acqua, colla trasparente, colore e brillantini. La si utilizza scuotendola assieme al/la bambino/a come elemento “magico” scaccia tristezza.

Spero di avervi infuso maggior tranquillità e vi assicuro che ne uscirete sani e salvi, magari anche più consapevoli e soddisfatti. Che la forza delle 4 “R” sia con voi.