Come sviluppare l'autonomia nei bambini

Articolo di Francesca Scileppi, Insegnante dell'infanzia, laureata in scienze della formazione primaria

“Aiutami a fare da solo” è uno dei più grandi insegnamenti di Maria Montessori che significa saper fornire aiuto e vicinanza, insegnando l’autonomia.

Sembra quasi un ossimoro, non è vero?

Come fare ad insegnare la capacità di auto gestirsi restando vicini?

Ve lo racconto oggi in questo articolo che parla di sviluppo dell’autonomia a scuola, sin dai primi anni, nella cura di sé e dei propri effetti.

Partiamo da un concetto di base che la frase di Maria Montessori ci ricorda:” Il bambino impara se guidato, con amore e pazienza, verso l’obiettivo”. Inoltre impara, se associa al suo apprendimento emozioni positive. Potrebbe imparare anche lasciato completamente da solo o venendo sgridato dall’adulto per le cose che ancora non sa fare, ma sarebbe di sicuro un apprendimento legato alla paura e alla tristezza; una volta cresciuto, la sua esperienza non sarà di certo un ricordo positivo nella sua carriera scolastica.

Anche se sembra difficile, a volte, lavorare sull’autonomia, esistono modi dolci e risorse che ci aiutano a farlo e che risultano essere più efficaci di misure severe.

Cominciamo dalla cura di sé, del proprio corpo.

Il bambino, una volta arrivato alla scuola dell’infanzia, comincia l’avventura con i compagni, possedendo un buon controllo sfinterico ed avendo eliminato il ciuccio.

Questi sono due passaggi fondamentali per l’autonomia, nonché per un corretto sviluppo delle funzioni sfinteriche e del linguaggio.

Se così non fosse, per lavorare assieme al genitore su tali funzioni possiamo proporre alcune strategie:

  • La realizzazione di un pannello di cartone con inserti in velcro per segnare i suoi traguardi, come fare la pipì nel vasino;
  • La lettura di alcune storie divertenti a tema (“E tu come la fai?”, “Chi me l’ha fatta in testa?”);
  • La realizzazione di un piccolo contenitore dove nascondere il ciuccio “a riposare” con diverso materiale.

Con l’inizio della scuola dell’infanzia, l’autonomia prosegue nella gestione dei propri effetti.

Grazie alle relazioni con gli altri, punto di forza su cui focalizzarci, il bambino potrà diventare sempre più autonomo.

  • Una pratica educativa positiva può essere quella di fornire un modello più grande che aiuti il bimbo più piccolo ad imparare come gestire gli indumenti e i propri oggetti. Questo si chiama modeling e rappresenta il rapporto d’imitazione tra piccolo e grande: “Faccio questo perché lo fai anche tu e mi aiuti a farlo così che io possa diventare come te”.
  • L’utilizzo di fotografie/immagini che segnalano il posto in cui riporre i propri effetti rappresenta uno strumento utile per permettere al bambino di riconoscersi e di capire dove collocare e ritrovare ciò che gli serve.
  • Inoltre, canti e giochi elaborati dalle/gli insegnanti possono essere di gran supporto nello sviluppo dell’autonomia, permettendo al bambino di sentirsi capace e guidato;

più grande e allo stesso tempo valorizzato nella sua crescita.

Due anni fa ho cominciato il mio percorso di insegnante d’infanzia assieme a 25 bambini piccoli.

Per riuscire a trasmettere loro una delle capacità più importanti – quella di pulirsi – ho elaborato una filastrocca sul lavaggio delle mani. Tiene conto dei passaggi indicati dall’OMS.

“Filastrocca delle manine

Le lavo meglio se son più vicine

Con il sapone le sfrego assieme

Palmo su palmo, così stanno bene

Poi le avvicino come in preghiera

E intreccio le dita per fare una cerniera

Creo con le unghie il becco di un uccellino

Lo sfrego sul palmo per pulirle un pochino

Il pollice per ultimo devo lavare,

Poi le risciacquo e continuo a giocare”

Francesca Scileppi

Spero possa essere un bel modo per ricordarvi che l’autonomia si può trasmettere in tutti i settori, anche nelle situazioni che sembrano “troppo da grandi” per far diventare grandi.

Basta solo mettersi in ascolto dei bisogni del bambino e coinvolgerlo con sicurezza e positività.