Mindfulness: cos’è e perché è così importante per i bambini

Articolo di Onda Cervo, Mental Coach e Facilitatrice di percorsi di Mindfulness, collaboratrice del progetto SBAM

La Mindfulness è un approccio alla vita: indica avere consapevolezza di sé, prestando attenzione al presente.

Come pratica è stata introdotta, così come la conosciamo oggi, dal medico statunitense Jon Kabat Zinn.

Nato come biologo molecolare, Jon Kabat Zinn ha dedicato tutta la sua vita ad applicare questo metodo sulle persone, allo scopo di lavorare sullo stress, sull’ansia e sugli stati depotenzianti.

La definizione di Mindfulness è: attenzione focalizzata sul momento presente in assenza di giudizio.

Spesso, questo stato fisico e mentale è tipico nei bambini quando sono molto impegnati in un gioco o in un’attività che considerano molto interessante.

Infatti, quando i bambini giocano entrano in uno stato particolare, si immergono totalmente in quello che stanno facendo, come se non esistesse nient’altro. E in effetti, non si lasciano distrarre da nient’altro.

Il modo in cui i bambini “vivono” il gioco, o svolgono un’attività che li coinvolge molto, rappresenta bene il concetto di Mindfulness: avere una modalità “mindful” di guardare e vivere il mondo, accogliente, attenta e non giudicante.

Nonostante questa loro predisposizione, però, i bambini del nostro tempo entrano a contatto con lo stress, con una certa “ansia da prestazione” che li deconcentra e, soprattutto, mina il loro benessere psico-fisico; purtroppo, questo è dipeso molto dagli adulti e dal naturale desiderio di emulazione da parte dei più piccoli.

Pensiamo a quanto spesso la vita faccia un po’ fatica a ottenere la nostra attenzione, perché siamo costantemente esposti a stimoli fuori da noi, che vengono dal passato (rimuginazioni) o dal futuro (proiezioni). Entrambe le dimensioni sul piano della realtà non esistono, perché il passato non c’è più, il futuro non c’è ancora.

Quindi, come rimanere ancorati al presente?

La Mindfulness, come approccio alla vita e insieme di pratiche, ci aiuta molto in questa direzione, perché ci allena a prestare un’attenzione focalizzata sul presente e a non giudicare ciò che accade.

Infatti, quando introduciamo l’elemento del giudizio, fuorviamo la realtà e disperdiamo energie.

Jon Kabat-Zinn dice che:"Il presente è l’unico momento che ci consente di vivere, crescere, sentire e cambiare".

Quindi, come possiamo aiutare i nostri bambini a essere sempre più mindful?

Di seguito alcuni consigli pratici:

1. Aiutiamo i bambini a essere meno “multitasking” e a stare in ciò che fanno, senza lasciarsi distrarre da altro. Ad esempio, possiamo rendere mindful la colazione del mattino, se la consumiamo senza la compagnia della Tv o del cellulare, gustando ciò che mangiamo e pensando all’energia che stiamo introducendo nel corpo per affrontare al meglio la giornata.

2. Portiamo il più possibile i bambini a contatto con la natura: incoraggiamoli a usare tutti i sensi per cogliere ogni sfumatura di colore, profumo, suoni, sensazioni tattili.

3. Invitiamoli ad ascoltare le loro emozioni, a sentire dove le percepiscono nel corpo e a non giudicarle, anche se sono di rabbia, paura, delusione, oppure ansia. Rassicuriamoli: anche le emozioni negative fanno parte del “set di base” di ogni essere umano, sono utili perché hanno sempre qualcosa da dirci.

4. Creiamo con loro dei momenti “detox” in cui facciamo un gioco insieme, dedicandoci solo a quello, senza distrazioni di sorta.

5. Educhiamo i bambini ad avere un dialogo interiore non giudicante, gentile, incoraggiante e comprensivo. Abituiamoli a gestire serenamente gli insuccessi, così da poter affrontare le sfide senza la paura di fallire.

Pratiche come queste, che fanno sicuramente bene anche a noi adulti, aiutano senz’altro i bambini a essere più “mindful”, cioè più presenti e, soprattutto, più sereni e felici.