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Quercetti, giochi educativi che guardano al futuro

Una delle aziende simbolo del made in Italy che da anni produce giocattoli innovativi ed educativi. Scopriamo l’azienda Quercetti e la tecnologia che si nasconde dietro la progettazione di un giocattolo.

Ideare e produrre giochi educativi per bambini, mantenendo inalterate le finalità ludiche. È la mission di Quercetti, azienda simbolo del made in Italy, che da 70 anni realizza giocattoli tradizionali e innovativi. Senza scendere a compromessi.

 

Quercetti: il mito dei chiodini dal 1953

Osservare il domani senza smarrire la propria autenticità, facendo leva sul valore del made in Italy e distinguendosi per essere tra le poche realtà del settore a vantare un controllo diretto dell’intera filiera produttiva: dalla progettazione al confezionamento del prodotto finito interamente realizzato nell’unica sede di Corso Vigevano, a Torino. È Quercetti, azienda italiana di giocattoli educativi, ingegnosi e moderni, il cui marchio – così com’è oggi – vede la luce nel 1950 (seppur la passione della famiglia verso i giocattoli risale a tre anni prima, quando Alessandro Quercetti inizia la sua esperienza di progettista e realizzatore di giocattoli presso la Inco Giochi). Il 1953, invece, è l’anno di nascita del prodotto più rappresentativo di Quercetti, i famosi chiodini, che diventeranno un successo planetario. L’idea? Semplice e geniale: realizzare disegni ed immagini fantastiche su una tavoletta traforata di cartone usando tanti fiammiferi in legno con capocchia in cera colorata. Alessandro comprende le potenzialità di questo gioco – che nel tempo, anche grazie alle possibilità offerte dall’innovazione nel settore, si evolve – e lo brevetta in Italia.

 

Quercetti nel segno della sostenibilità ambientale

Numeri alla mano (nel 2018 il fatturato della Quercetti & C. SpA è stato di 8 milioni di euro) l’azienda – che oggi conta una produzione media di 7.000 prodotti finiti al giorno (con vette nei periodi di alta stagionalità di 15.000 unità al giorno), per un totale di 1.800.000 di pezzi venduti all’anno – non si accontenta. E continua a puntare sull’innovazione.

Annualmente circa il 3% del nostro fatturato viene reinvestito in tecnologia”, spiega Alberto Quercetti, Direttore R&D Quercetti & C. SpA. Quindi fa una premessa: “La nostra è un’industria di materie plastiche, ma l’ultimo triennio ha visto l’approccio ad altri materiali: nuovi giocattoli sono stati realizzati in legno o in cartoncino, mentre una linea green, per fare un orto in balcone, è fatta con terriccio e sementi”. Tradizione e innovazione tecnologica, appunto, con quest’ultima che viene prima di tutto applicata in area stampaggio.

In azienda sono presenti trenta presse. Gli ultimi investimenti sono stati destinati a rinnovare i macchinari di stampaggio, introducendo nuovi modelli a iniezione che garantiscono un minore consumo energetico, un impatto ambientale più basso e delle performance migliori”, prosegue Quercetti.
 
 
L'importanza della stampa 3D
 
Ed il focus, inevitabilmente, si sposta sui vantaggi della tecnologia applicata all’R&D. “I benefici sono notevoli, in particolare, assicurando risparmi effettivi in termini di tempo e di realizzazione dei campioni”. E ancora, “l’uso di prototipazione con stampanti 3D esprima le sue massime potenzialità nel momento in cui si deve progettare un giocattolo. Tale tecnologia permette la realizzazione di un prototipo tridimensionale, che consente un controllo su un prodotto fisico, reale, prima che si costruiscano gli stampi. Con enorme risparmio di tempo e risorse economiche”.
 
L’analisi costi-benefici interessa molto anche l’aspetto grafico. In questo senso, “l’uso di Rendering 3D ci ha permesso di tagliare i costi di elaborazione fotografica. Istruzioni, confezioni, cataloghi: questa tecnologia ci consente di usare immagini estremamente realistiche senza la necessità di passare dallo studio fotografico”, risponde Quercetti. Nel frattempo, l’azienda sta realizzando una linea di giocattoli “creati per sviluppare il pensiero computazionale, facilitando le prime esperienze di coding e insegnando ai bambini la capacità di scomporre un problema complesso in diverse parti, più semplici e risolvibili”.
 
 
I creativi di oggi e domani
 
Sempre tenendo a mente che “lo studio e l’applicazione della tecnologia devono stare anche a monte dell’idea di progettazione del giocattolo”, rammenta il Direttore R&D Quercetti & C. SpA. Ed ecco che domande come “a cosa serve?”, oppure “che cosa voglio mostrare, insegnare, chiarire al bambino?”, possono trovare risposta nell’acronimo Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), tipico nel marketing del giocattolo. “Conciliando apprendimento e divertimento, i giochi Stem aiutano i bambini a sviluppare la conoscenza di una serie di abilità che gli torneranno utili in ambito scientifico e tecnologico, grazie alla loro applicazione nel mondo reale”, afferma Quercetti. “Perciò – seguita – non troverete una linea Stem nel nostro catalogo, poiché tutti i nostri giochi sono Stem, anzi Steam”. Dove la lettera “a” sta a significare “arte, declinata come creatività, fantasia ed estetica”, conclude.
 
Francesco Marino
 
Testata: Digitalic.it
Data: 15 aprile 2019