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Quando il design è un gioco: la torinese Quercetti in lizza per il Compasso d’Oro con la pista di biglie

La celebre azienda quest’anno supererà anche il miliardo di chiodini prodotti

Sappiatelo: la pista di biglie che vedete nella foto e che magari avete in casa non è un giocattolo qualsiasi, bensì un importante oggetto di design, in corsa per il Compasso d’Oro, uno dei più prestigiosi riconoscimenti del settore. Lo ha certificato l’Adi, l’Associazione per il Disegno industriale, inserendola nel suo Design index, che ogni anno raccoglie i migliori progetti in produzione e che per la prima volta ha premiato un’azienda di giocattoli. È la torinese Quercetti, quella dei chiodini, per intenderci. A proposito: quest’anno sarà superato il record storico di chiodini prodotti. Entro fine 2016 si stima che dalla fabbrica di corso Vigevano nel saranno usciti un miliardo e 500 mila. 

IL DESIGN INCONTRA I GIOCATTOLI 
«Sono giorni importanti per noi», dice Alberto Quercetti, architetto e capo dell’Ufficio creativo dell’azienda. Da uomo di stile, la notizia che gli fa più piacere è la prima: «Il design viene visto come un plus, un elemento distintivo, che segna un nuovo step di sviluppo del giocattolo. È una bella novità. Finora non era mai stata riconosciuta l’importanza di questo aspetto nel nostro mondo», racconta con entusiasmo. Di fatto tutto ciò che ci circonda è design, ma dietro Migoga Junior, così si chiama la pista di biglie lanciata nel 2015, c’è uno studio davvero approfondito per rendere il prodotto bello e funzionale. «I pezzi sono ben distinguibili, per rendere il montaggio più semplice possibile, senza il bisogno di istruzioni. I colori contrastano l’uno con l’altro, il prodotto ha una struttura precisa, proporzioni curate. Giocare è facile. Dopotutto, è studiato per bambini dai 18 mesi in su», spiega Quercetti. 

UN OGGETTO PER TUTTI 
Ma il bello è anche che qui viene premiato un oggetto che possono avere tutti, a un prezzo abbordabile, che si compra in un qualsiasi negozio di giocattoli e anche al supermercato. «Anche Enzo Mari e Bruno Munari si sono confrontati con il prodotto-gioco ma le loro creazioni erano pensate per un pubblico selezionatissimo, quasi sempre adulto. I nostri prodotti, invece, sono pensati per il grande pubblico». 

IL RECORD DI CHIODINI 
L’esempio più calzante è quello dei chiodini, brevettati nel 1953. A oggi, quest’anno ne sono stati prodotti un miliardo e 250 milioni. È il risultato migliore raggiunto in 66 anni di storia. Mica male se pensiamo che questo è un gioco tradizionale, che nulla a che fare con schermi e pulsanti da schiacciare. «Ma abbiamo saputo rinnovarci, lanciando nel 2013 le nuove scatole “Pixel Art” per riprodurre con i chiodini quadri e ritratti, adatte anche agli adulti», commenta Alberto Quercetti. «E tra poco - confida - arriveranno anche i chiodini in legno». 

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Testata: La Stampa
Data: 15 ottobre 2016