Intramontabili chiodini | Quercetti

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Intramontabili chiodini

Lanciati esattamente 65 anni fa da un ex pilota torinese, i fiammiferi colorati della Quercetti festeggiano il loro compleanno con produzioni da record: 1 miliardo 600 milioni di chiodini prodotti ogni anno.

Chissà cosa direbbe Alessandro Quercetti, uomo d'ingengo e creatività, che nel 1953 tirò fuori dal cilindro un'idea gioco geniale nella sua semplicità. Quei fiammiferi di legno con la capocchia in ceralacca colorata che diventavano un bel gioco creativo se conficcati in un foglio di cartone traforato, a formare disegni e mosaici fantastici. Chissà cosa direbbe a sentire che 65 anni dopo i suoi chiodini esistono ancora. Anzi, raggiungono addirittura numeri da capogiro: 1 miliardo 500 milioni di chiodini prodotti ogni anno.

In una pubblicità in bianco e nero degli anni 60 si vede la scatola di chiodini e accanto uno slogan di altri tempi: "Coloredo, scientificamente studiato per istruire giocando". Il gioco come opportunità educativa, formativa, didattica. Dopo 65 anni, alla Quercetti di Torino la missione è sempre quella delle origini: creare giocattoli educativi, ponendo l'attenzione al bambino, e non al marketing, alle mode passeggere. Il bello è che nel mare magnum di giochi digitali ed elettronici, i vecchi chiodini non solo hanno brillantemente resistito, ma godono di ottima salute e sono diventati anche un gioco per adulti: Pixel Art. Inseriti nelle tavolette traforate, i chiodini "pixel", più piccoli di quelli tradizionali, permettono di riprodurre fotografie, ritratti, paesaggi e riproduzioni di opere d'arte molto accurate. Il chiodino compie 65 anni. Ma ha ancora valore un giocattolo del genere, che richiede manualità, attenzione, uno "sforzo" di fantasia per inventare un disegno, un tema, una storia? Un gioco che non necessita di app o display per funzionare? Ebbene, i chiodini non solo non son passati di moda, ma oggi sono importanti per non fare perdere ai bambini, nativi digitali, il contatto fisico con il mondo reale e con gli oggetti tridimensionali. L'azienda si trova sempre più di frequente a collaborare con neuropsicologi dell'età evolutiva che consigliano i chiodini come "cura". Gli specialisti riscontrano sempre più spesso che i bambini con problemi di coordinazione manuale, semplicemente non si sono "allenati" a sufficienza nella motricità fine. Il dr. Andrea Baincardi dell'Università di Bologna ci segnala che "i bambini con difficoltà di coordinazione manuale possono attraverso i chiodini migliorare la loro motricità fine, con effetti anche su altre abilità come la grafia, il disegno e la coordinazione manuale nel suo complesso. Inoltre attraverso i chiodini possono inventare o riprodurre modelli grafici, allenando così anche le abilità di ragionamento visuo-spaziale". 

Insomma giocando acquisiscono abilità che derivano dalla sperimentazione concreta con l'ambiente e gli oggetti. Il corpo è uno strumento di conoscenza formidabile. I bambini devono imparare a usarlo tutto: un ditino solo non basta. La mano del bimbo deve toccare, lanciare, colpire, allineare, incastrare gli oggetti per poterli conoscere e, da questo tipo di ocnoscenza, accumulare esperienze e ricordi. Questi i presupposti anche dell'azienda torinese, ancora oggi guidata dalla famiglia Quercetti, portabandiera del gioco educativo Made in Italy, fra le pochissime realtà del nostro Paese a poter vantare una produzione 100% italiana. Tutti i giocattoli Quercetti vengono ideati, progettati e realizzati nell'unica sede torinese dell'azienda.

Testata: Shop in the City
Data: novembre 2018