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I chiodini Quercetti agli Uffizi di Firenze: Pixel Art "Edizione Speciale Musei"

Il famoso gioco dei chiodini in edizione speciale per la galleria d’Arte fiorentina e per il Museo Egizio di Torino Vere e proprie opere d’arte. No, non parliamo dei meravigliosi ritratti del Botticelli ospitati alla Galleria degli Uffizi di Firenze e nemmeno degli affascinanti e misteriosi sarcofaghi del Museo Egizio di Torino. Parliamo di chiodini. Proprio così. Si chiama Pixel Art la linea di giochi di composizione da realizzare con i chiodini della storica fabbrica di giocattoli Quercetti & C. che è possibile acquistare nei Book Shop di alcune fra le più importanti realtà museali del mondo. Un’”Edizione Speciale Musei” di questo originale gioco è stato realizzato per il Book Shop della principale Galleria d’Arte fiorentina. Il gioco, in questa particolare edizione, può essere acquistato esclusivamente nello shop degli Uffizi, e permette di riprodurre tre soggetti dedicati: la celebre Cupola del Brunelleschi, simbolo del capoluogo toscano, un primo piano del David di Michelangelo e un dettaglio della Venere del Botticelli. Appositamente realizzati per il Book Shop del Museo Egizio di Torino, considerato, per il valore dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo, sono invece i Pixel Art dedicati al famoso Faraone Bambino Tutankhamon e il celebre volto di Merit. Tutti i quadri Pixel Art “Edizione Speciale Musei” sono composti da 4 tavolette traforate modulari da completare con 4,800 chiodini in 6 colori. Per il principio detto “miscela ottica” per cui l’immagine viene prima scomposta in piccoli punti, poi ricomposti e miscelati dall’occhio umano, i chiodini in 6 colori del Pixel Art si miscelano, dando vita a migliaia di nuovi colori e sfumature. Il “matrimonio” con delle realtà museali così importanti è giustificato, oltre che dalla qualità e dall’originalità del gioco, anche dal principio stesso che sta alla base di questo prodotto. L’origine e l’idea del Pixel Art è infatti puramente artistica. L’ispirazione viene dal lavoro degli artisti puntinisti di fine Ottocento. E, più recentemente, dal lavoro delle Avanguardie Artistiche che si sono servite dei chiodini Quercetti per realizzare opere d’arte e quadri che assumono un’estetica che si può definire “pixelata” dove l’immagine è divisa in puntini, come appunto fossero pixel. L’opera “Figura n° 37” del 1966, realizzata dall’artista fiorentino Antonio Bueno, così realizzata, è ancora oggi visibile presso la Gam, la Galleria d’Arte Moderna di Torino.