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Colore e segno strumenti operativi nell’approccio pedagogico attraverso le arti visive

Venerdì 19 ottobre 2012, si è svolto presso Bì – La fabbrica del gioco e delle arti a Cormano, il primo incontro della serie Bì-sogni educativi.
La conferenza, tenuta dallo storico dell’arte Francesca Marianna Consonni, verteva sul tema dell’approccio, da parte dei bambini, all’arte non figurativa attraverso esperienze laboratoriali guidate da operatori didattici.
L’obiettivo di tali esperienze è quello di veicolare al bambino il concetto che l’arte non deve di necessità essere figurativa ma, specialmente l’arte contemporanea, ha abbandonato questi schemi rigidi per lasciare massima libertà all’espressione dell’artista. I bambini vengono dunque spinti a realizzare attraverso un lavoro collaborativo piccole opere d’arte che permettano loro di attraversare le fasi del processo creativo liberandosi dalle costrizioni imposte dalla figurazione.
Durante la conferenza, che ha costretto gli adulti a confrontarsi concretamente con la realizzazione di opere non figurative, è stato presentato il progetto Play my Blue.
Play my Blue prevede la collaborazione dei bambini con l’artista Antonio Marciano nella realizzazione di un’opera d’arte modulare non figurativa, realizzata nelle diverse sfumature del blu. Temi forti con cui i bambini si confronteranno durante le fasi del progetto saranno quelli della solidarietà e della collaborazione nella realizzazione di un progetto comune, tematiche affrontate sotto la guida dell’artista Marciano, da tempo disabile a causa della sclerosi multipla.
I materiali utilizzati da Marciano nella sua produzione artistica, e che saranno utilizzati dai bambini nell’ambito di Play my Blue, sono le griglie e i chiodini prodotti da Quercetti, un materiale scelto per la sua facilità di utilizzo e contemporaneamente per la sua flessibilità e le grandi possibilità compositive.
Alla conferenza era presente Alberto Quercetti, sponsor tecnico del progetto presentato. Sabato 20 ottobre si è tenuto il primo dei laboratori che saranno al centro di Play my Blue. I bambini coinvolti sono stati invitati a realizzare, utilizzando i chiodini e le griglie della Quercetti, i primi moduli che comporranno l’opera finale.

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