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Quercetti festeggia 65 anni di Giochi Intelligenti

Uno degli esempi più longevi dell’industria del giocattolo in Italia celebra un importante anniversario. Ancora in Italia. Ancora a Torino. Proprio come 65 anni fa

Quando il giovane Alessandro Quercetti torna in Italia, dopo aver prestato servizio nell’aviazione durante il secondo conflitto mondiale, deve ricostruirsi una vita nella Torino del Dopo Guerra. Trova lavoro come operaio in una fabbrica di giocattoli, che chiuderà di lì a poco. Ma è subito evidente che il giovane Alessandro ha delle capacità e delle qualità straordinarie che lo distinguono dai suoi colleghi. Così, casualmente, inizia la storia di uno dei fondatori dell’industria del giocattolo.

Nel 1950, esattamente 65 anni fa, Alessandro Quercetti si mette in proprio. Nasce ufficialmente la Quercetti & C., fra gli esempi più longevi di azienda del giocattolo in Italia. Dopo 65 anni, il tempo in Quercetti sembra essersi fermato. La fabbrica è più grande, più tecnologica, ma il nome sulla porta è sempre lo stesso. A guidare l’azienda sempre la stessa famiglia, questa volta i figli di Alessandro: Andrea, Alberto e Stefano. I giochi si sono evoluti, ma l’impronta è la stessa data da Alessandro 65 anni fa. Giochi tradizionali, manuali, intelligenti. E la star dell’Azienda è sempre lui, il “Chiodino”. Quell’intuizione straordinaria di Alessandro Quercetti, che ha reso il marchio e i suoi giochi riconoscibili in tutto il mondo.

La gamma dei giochi e delle proposte è decuplicata. Le linee, i giochi, i materiali indicano una grande differenziazione. Non solo chiodini, ma biglie, costruzioni, aerei, magneti... Il chiodino c’è ancora, ma non è più solo un gioco per bambini. Si è adattato ai tempi, ed è cresciuto anche per rivolgersi ai bimbi di ieri, ormai adulti. E’ diventato Pixel. Giocattoli nuovi e attuali. Giocattoli diversi per bambini e adulti con diverse attitudini. Ma nel catalogo Quercetti è chiaro ed evidente un fil rouge che, nonostante la diversità dell’offerta, ne delinea anche la continuità.

Un meccanismo così ben oliato che ancora oggi, nell’era delle multinazionali, nel mondo globalizzato dove ogni produzione sembra esasperata, accelerata, in questa piccola oasi nel centro di Torino i giocattoli “si fanno”. Si fanno con le mani, ad assemblarli sono persone e non macchine, a idearli, progettarli, disegnarli è gente che vive e anima l’Azienda. Niente è demandato e niente è importato. Nell’era del Made in, il chiodino si fa ancora in Italia, a Torino. Qui ci si vanta di essere una delle pochissime realtà con un controllo diretto dell’intera filiera produttiva. Tutto il lavoro, a partire dalla progettazione del giocattolo fino al confezionamento del prodotto finito è interamente realizzato qui in Corso Vigevano, a Torino. L’intero ciclo di produzione, concept, prototipazione, sviluppo, costruzione stampi, stampaggio, confezionamento, spedizione è svolto in Italia con manodopera residente, sviluppando un indotto sul territorio.

In 65 anni Quercetti non ha mai perso la sua identità e non è mai scesa a compromessi. Perché per fare giocattoli, per essere in grado di offrire ai bambini una ricca gamma di esperienze, per creare un interesse che non si esaurisca in fretta, ma che duri nel tempo, per realizzare un prodotto che “serve” e che non si limiti ad attrarre, è necessario avere un’alta stima dell’intelligenza dei bambini.