Le attività di coordinazione oculo-manuale possono favorire la concentrazione? Facciamo il punto.

Dott.ssa Barbara Sereni, Psicomotricista e Consulente Educativa

Dott.ssa Agnese Checchinato, Psicomotricista e Insegnante di massaggio infantile Shantala

Molto spesso ci si chiede come favorire la concentrazione dei bambini e come allungare i tempi di attenzione nello svolgimento di attività. Queste funzioni, in parte, rientrano nella predisposizione naturale e spontanea dei nostri bimbi e certamente sono legate alla maturazione e allo sviluppo. Ma è importante ricordare che possono anche essere allenate ed esercitate.

La coordinazione oculo-manuale, che può essere definita in linea generale come la capacità d'integrare la percezione visiva e il movimento delle mani per eseguire azioni di diversa natura e complessità, varia in relazione all’acquisizione delle diverse tappe dello sviluppo psicomotorio del bambino.

Tutte le attività che richiedono un utilizzo integrato del canale sensoriale della vista e un relativo movimento delle mani (una singola mano oppure una collaborazione tra le due) comportano un importante allenamento delle competenze acquisite, ma anche il raggiungimento di capacità più fini, che sono poi spendibili dal bambino nei vari momenti della quotidianità.

Tutto ciò ha certamente delle positive declinazioni anche nell’ambito scolastico e degli apprendimenti. In linea generale, aumentando il tempo dedicato a una attività fine si ottiene un aumento dei tempi di attenzione legati a quella singola attività, che sono poi “replicabili” e generalizzabili dal bambino anche per altre attività.

Ne consegue l’importanza di proporre ai nostri bimbi esperienze che vadano a sollecitare le competenze fini-motorie (quelle legate alla motricità fine delle dita), le funzioni legate alla coordinazione oculo-manuale (occhio-mano), ma anche la bimanualità (la cooperazione tra le due mani) e le attività oculo-podaliche (occhio-piede).

Chiaramente tutte le esperienze proposte devono essere coerenti rispetto all’età cronologica del bambino. E’ quindi possibile proporre ai piccoli attività grossolane, che divengono mano a mano più complesse e fini. L’importante è sempre proporre momenti giocosi e divertenti e che i bambini sappiano gestire, per evitare che la situazione divenga frustrante. Quali giochi possono stimolare queste competenze e favorire dunque un allungamento dei tempi di attenzione e una efficace concentrazione?

Infilare perline o pasta secca in un filo, monetine in un salvadanaio, tagliare con le forbici lungo una linea più o meno complessa, eseguire giochi grafo-motori (come quelli con i labirinti)...possono essere alcuni spunti. Ma non dimentichiamo che molto efficaci sono senza dubbio le attività che comportano una certa libertà espressiva e la messa in atto della predisposizione creativa del bambino.

Qualsiasi gioco comporti la realizzazione dell’espressione emotiva, della creatività e delle idee dei nostri bimbi è estremamente arricchente, educativo e stimolante.

Dunque possiamo affermare che far realizzare al bimbo un oggetto secondo il proprio gusto, che poi potrebbe eventualmente essere esposto all’interno della propria casa, o comunque in un ambiente carico affettivamente, possa essere una grande occasione per apprendere e migliorare le competenze messe alla prova per l’esenzione del progetto di gioco.

Alcune idee per l’allenamento della coordinazione oculo-manuale:

- i giochi di costruzione, più o meno complessi (sia quelli a incastro sia quelli di legno);

- lanciare palline all’interno di contenitori di diverse misure; 

- freccette o bersagli magnetici; - lanciare la pallina in aria e riprenderla prima che cada a terra;

- attività di motricità fine che richiedano un adattamento del movimento allo sfondo (come, ad esempio, giochi con i chiodini).

L’importante, come sempre, è gratificare il bambino, non tanto per il risultato ottenuto, quanto, piuttosto, per il piacere di giocare e di mettere in campo le proprie abilità in evoluzione!